Giornata nazionale contro l’Obesità. È allarme anche per i bambini

Giornata nazionale contro l’Obesità. È allarme anche per i bambini

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Venerdì 10 ottobre torna I'Obesity Day a suon di "Facciamo insieme il primo passo". La giornata nazionale dedicata alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica nei confronti dell'obesità, promossa dall'Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica, prevede consulenze generiche gratuite nei centri di dietologia aderenti all'iniziativa.

In Italia iI numero delle persone obese è aumentato del 10,3 %, mentre iI 36,1% risulta essere in sovrappeso. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità iI sovrappeso è dannoso quasi come iI fumo: ogni 15 chili di peso in eccesso equivale a 8 - 10 anni di vita in meno, facendo aumentare anche iI rischio di morte prematura del 30%. E anche tra i bambini, negli ultimi anni, in Italia, si è parlato di rischio obesità.

Per un milione di italiani si parla di obesità patologica, cioè hanno un indice di massa corporea superiore a 35, mentre mezzo milione sono obesi gravi. Numeri impressionanti che riguardano sempre di più bambini e adolescenti.

Lo slogan dell'edizione 2014 della Giornata Nazionale contro l’Obesità, "Facciamo insieme il primo passo", invita a prevenire e curare insieme a medici e specialisti l'obesità che può portare ad una serie di malattie rischiose come quelle cardiovascolari. Prevenzione e cura che non significano sottoporsi a diete fai da te massacranti, ma, bensì, avviare un percorso destinato a raggiungere una buona forma fisica.

Riguardo ai bambini, non è un caso se l’obesità viene definita "patologia multifattoriale", che affonda le sue radici in abitudini familiari consolidate fin dall’infanzia. Avere i genitori obesi aumenta il rischio di diventare obesi a propria volta e l’obesità infantile predispone ad una serie di disturbi, a volte sottovalutati.

Per fronteggiare l’emergenza si parte infatti proprio dai bambini, sostenendoli nell’intraprendere un’attività fisica che sia idonea alle loro condizioni corporee e un'alimentazione consapevole e non proibizionista.

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