Allattamento: come affrontare i problemi

Allattamento: come affrontare i problemi

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Le prime settimane d'allattamento al seno dovete considerarle un vero e proprio periodo di rodaggio. Vi sono giorni in cui il latte abbonda e altri in cui invece scarseggia; giorni in cui il vostro bambino succhia tranquillo e altri in cui piange disperato; giorni in cui vi sentite cariche di energia, e altri in cui avvertite maggiormente la stanchezza e la melanconia. Ci vuole pazienza. In genere questa fase di adattamento è breve. Lo confermano proprio le mamme che hanno già vissuto questa esperienza: all'inizio sembra di non potercela fare fra poppate notturne, cambi, pesate, tiralatte ma poi tutto, come di incanto, si regolarizza e diventa normale.

Se il corso di preparazione al parto che avete frequentato prevede degli incontri anche nel puerperio, cercate di non disertarli.  Potrete confrontarvi con altre mamme, parlare dei vostri dubbi, ridimensionare difficoltà e timori. In queste prime settimane, comunque, è importante imparare a conoscere quali sono gli inconvenienti più frequenti, per poterli affrontare sul nascere ed evitare così complicazioni più serie. I capezzoli dolenti. Anche se durante la gravidanza li avete preparati all'allattamento con massaggi e creme, adesso che il piccolo li stimola con la sua voracità, i capezzoli possono dolere. E' normale: la suzione provoca dei movimenti di trazione e stiramento e i capezzoli ne risentono. In genere, dopo le prime dieci-dodici poppate il dolore scompare. Per evitare che i capezzoli s'infiammino:

  • prevedete poppate brevi (al massimo dieci minuti), alternando sempre le mammelle;
  • fate attenzione che il piccolo si attacchi bene, prendendo in bocca non solo il capezzolo ma anche l'areola;
  • seguite scrupolosamente una accurata igiene e se compaiono piccole abrasioni, lasciate il seno scoperto, dopo la poppata.

Le ragadi. Sono delle fissurazioni, cioè piccole ferite che segnano a raggera la superficie dei capezzoli, dovute a una suzione scorretta. Per la mamma la poppata è molto dolorosa e, se le lesioni sono profonde, oltre a sanguinare, possono rappresentare una facile via d'ingresso per i germi, con il rischio di infezioni al seno.

  • la prevenzione. Oltre a far succhiare il bimbo nel modo corretto, è importante fare in modo che la pelle del capezzolo non maceri. E' bene perciò, evitare lavaggi troppo frequenti con saponi o soluzioni detergenti a base di alcol; mantenere il più possibile i seni scoperti e non usare reggiseni troppo stretti, in fibre sintetiche.
  • La cura. Le ragadi guariscono in pochi giorni applicando pomate cicatrizzanti consigliate dal medico. A volte è indispensabile lasciare a riposo il capezzolo per almeno sei-dodici ore, svuotando manualmente la mammella e allattando il piccolo solo dall'altro seno.

L'ingorgo. Il seno è duro, dolente; l'areola è gonfia, tesa; il bimbo non riesce ad afferrare bene il seno e a svuotarlo completamente: l'afflusso eccessivo di latte blocca la secrezione e ingorga le mammelle.

  • La prevenzione. Poppatte frequenti, regolari, sin dai primi giorni, svuotando poi completamente il seno. Come? Basta premere col palmo della mano partendo dall'alto, scendendo fino al bordo dell'areola.
  • La cura. La prima cosa da fare è eliminare il latte in eccesso: per favorire lo svuotamento del seno, oltre alla "spremitura" manuale, docce e impacchi caldi.

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