sono incinta - Mamme 2.0
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Esami in gravidanza: attenzione al citomegalovirus
Il citomegalovirus (CMV) è una di quelle infezioni che passa quasi inosservata perché non dà sintomi specifici ed è così comune da contagiare 3/4 degli adulti. Se contratto però in gravidanza, questo virus proveniente dal ceppo erpetico come quello labiale, è pericoloso e può essere causa anche di disabilità nel neonato. Fortunatamente la probabilità non è…
Gemelli: i primi contatti nell’utero materno
I gemelli interagiscono tra loro già dentro l'utero materno. Infatti studi scientifici affermano che i primi contatti sociali hanno luogo ben prima della nascita, nella pancia materna. Non subito però. Nei primi mesi di gravidanza, i feti sono troppo lontani per interagire. Con l’avanzare della gravidanza il contatto tra gemelli diventa presto quasi inevitabile. A…
Obesita’ in gravidanza
Per chi è in forte sovrappeso i medici consigliano che è meglio arrivare con un peso non eccessivo al momento del concepimento. Tuttavia se non avviene la donna dovrà mangiare in modo equilibrato e corretto in gravidanza senza pensare di dimagrire durante la gestazione. Studi dimostrano che l’obesità nella gestante aumenta il rischio di mortalità…
Il bambino ha il singhiozzo
A partire dal momento in cui il bambino è in grado di inghiottire e bere il liquido amniotico si riesce anche a sentire quando ha il singhiozzo. Sembrano sobbalzi ripetuti regolarmente dentro l’utero che possono andare avanti per un quarto d’ora o venti minuti e ripetersi anche 2 volte nell’arco di un giorno. Si tratta…
Nuova gravidanza dopo un aborto spontaneo: tempi di attesa
Dopo la triste esperienza dell'abort o avvenuto in maniera spontanea, la domanda più frequente rivolta al ginecologo è "quanto tempo attendere per una nuova gravidanza". Le linee guida dell'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) consigliano alle donne di aspettare almeno 6 mesi per tentare un nuovo concepimento dopo un aborto spontaneo. Ma i recenti studi…
Fumo in gravidanza: no alle sigarette elettroniche
In città aprono sempre più rivenditori di sigarette elettroniche ma per le donne in dolce attesa ricordiamo che lo stesso Consiglio Superiore della Sanità raccomanda di non usarle non solo nei mesi della gestazione, ma anche durante l’allattamento. Non sono innocue neanche le cartucce contenenti liquidi aromatici privi di nicotina. Non vi sono ancora dati…

Da una recente relazione presentata al XVI Congresso nazionale della Siaip (Società italiana di allergologia e immunologia) è risultato che i bambini nati con parto cesareo soffrono più spesso di allergie infantili.

Il dottore Vito Leonardo Miniello, che ha esposto la relazione, ha spiegato che nei nati da parto naturale con successivo allattamento al seno, durante i primi giorni di vita, si crea una flora intestinale ricca e variegata in grado di allenare il sistema immunitario a riconoscere gli antigeni utili, ad ostacolare i batteri nocivi per l’organismo e a non produrre sostanze infiammatorie capaci di innescare malattie allergiche e autoimmunitarie, come diabete di tipo 1, colite ulcerosa o malattia di Crohn.

Il latte materno è in grado di garantire la prevalenza di batteri intestinali benefici (lattobacilli e bifidobatteri) così come il parto naturale garantisce i batteri con proprietà immunomodulanti. Secondo la relazione, ciò non accade invece in presenza di taglio cesareo. Quindi la crescita delle allergie nel mondo occidentale è correlata all’alterazione del sistema microbiotico intestinale.

Da una recente relazione presentata al XVI Congresso nazionale della Siaip (Società italiana di allergologia e immunologia) è risultato che i bambini nati con parto cesareo soffrono più spesso di allergie infantili.

Il dottore Vito Leonardo Miniello, che ha esposto la relazione, ha spiegato che nei nati da parto naturale con successivo allattamento al seno, durante i primi giorni di vita, si crea una flora intestinale ricca e variegata in grado di allenare il sistema immunitario a riconoscere gli antigeni utili, ad ostacolare i batteri nocivi per l’organismo e a non produrre sostanze infiammatorie capaci di innescare malattie allergiche e autoimmunitarie, come diabete di tipo 1, colite ulcerosa o malattia di Crohn.

Il latte materno è in grado di garantire la prevalenza di batteri intestinali benefici (lattobacilli e bifidobatteri) così come il parto naturale garantisce i batteri con proprietà immunomodulanti. Secondo la relazione, ciò non accade invece in presenza di taglio cesareo. Quindi la crescita delle allergie nel mondo occidentale è correlata all’alterazione del sistema microbiotico intestinale.