Fecondazione eterologa: una normativa per garantire a tutti i cittadini italiani lo stesso diritto

Fecondazione eterologa: una normativa per garantire a tutti i cittadini italiani lo stesso diritto

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Nel corso di un'audizione alla Commissione affari sociali e sanità della Camera, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha tenuto a precisare come mettere in condizioni di effettuare la fecondazione eterologa tanto i centri privati quanto quelli pubblici. Fecondazione che "sarà inserita nei livelli essenziali di assistenza, vincolando una porzione del Fondo sanitario nazionale per consentire l'accesso a tale tecnica nei centri pubblici", parole di Lorenzin.

Il ministro della Salute non aveva intenzione di fare il decreto ma "ho visto l'accelerazione che c'è stata - ha detto - con alcuni centri che hanno iniziato l'eterologa e la Regione Toscana che ha fatto linee guida, così ho pensato fosse necessario fare chiarezza su alcuni aspetti come il numero delle donazioni, la tracciabilità donatore-nato, che non sono disciplinate dalla Legge 40".

Le direzioni competenti del ministero della Salute hanno già lavorato alle indicazioni provenienti dal tavolo degli esperti per tradurle in norme, di concerto con l'ufficio legislativo. L'intento è di mettere Regioni e centri in condizioni di partire subito con l'eterologa, appena approvato il Decreto legge che il ministro Lorenzin ha intenzione di proporre in Consiglio dei ministri, prima della pausa estiva: "Si tratta di profili solo giuridici, non di questioni etiche penso quindi a un decreto scarno che ci consenta, con un accordo di buon senso, di fare l'eterologa perché questo prevede la sentenza della Consulta, dando elementi di omogeneità in tutte le regioni ed evitando così ricorsi".

Il ministro tiene quindi a sottolineare la necessità di approvare un atto normativo proprio per garantire a tutti i cittadini italiani lo stesso diritto ad accedere all'eterologa in qualunque regione vivano.

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