Gli esami consigliati

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Dal punto di vista fisico, la gravidanza di una donna con più di 40 anni non è necessariamente problematica. E' però indiscutibile che un conto è affrontarla a 25 anni e un conto a 40. Per non parlare dei 45 e oltre.... I rischi biologici che si corrono possono essere anche seri (come i disturbi cardiovascolari, il diabete e l'ipertensione). Assolutamente da non sottovalutare è, poi, il pericolo di malformazioni nel piccolo. Ecco perché alle donne non più giovanissime i ginecologi consigliano quasi sempre la diagnosi prenatale.

La villocentesi. Viene fatta ambulatorialmente tra la 10 e la 12 settimana ed è indicata per lo studio della mappa cromosomica fetale e di alcuni difetti enzimatici e molecolari correlati ad alcune malattie metaboliche. Ha il vantaggio di poter essere effettuata precocemente e di dare delle risposte in tempi abbastanza brevi (7-15 giorni). Un tempo era accusata di avere un rischio di aborto pari al 4-5%; oggi ha un rischio stimato molto prossimo a quello dell'amniocentesi (1%).

L'amniocentesi. E' la tecnica invasiva di diagnosi prenatale più usata al mondo, finalizzata allo studio cromosomico del feto. Ha un rischio di aborto basso (1%). Si effettua ambulatorialmente tra la 15 e la 16 settimana e consiste nell'aspirazione di 10-15 millilitri di liquido amniotico con un ago sottile attraverso la parete uterina sotto guida ecografica. Le cellule fetali presenti nel liquido amniotico vengono messe in coltura e studiate. L'esito è disponibile in circa 14 giorni.

     

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